Alberto Biraghi: una fotostoria
«Ma senza che gli altri ne sappiano niente
dimmi senza un programma dimmi come ci si sente
continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito
farai l'amore per amore o per avercelo garantito.»
(Fabrizio de Andrè)
Compaio al mondo il 10 aprile del 1953 a seguito della bizzarra mescolanza di un 25% di sangue piacentino doc, un 25% di sangue giudio del ghetto di Roma e un 50% di purissimo sangue milanese di Porta Magenta.
Giuliana e Luigi Biraghi nel 1960
Per i primi anni di scuola sono davvero un bravo bambino. Anzi, il maestro Cosimo Arcidiacono mi gratificherà del titolo di "uno dei miei migliori" alla fine della Classe 5a Sezione B Maschile alla scuola Pietro Micca di via Gattamelata.
Primo giorno di scuola 1959
A 15 anni entro al liceo classico, scopro che è arrivato il 1968 e me ne innamoro subito (del '68, non del liceo). Anche troppo, tanto che vengo strappato dal Beccaria e relegato in un noto collegio milanese gestito da preti. Nel gennaio 1970 ho un attimo di notorietà quando saluto la manifestazione esponendo sul tetto che dà su Corso Magenta uno striscione di sei metri con l'invocazione "AIUTO COMPAGNI, SONO PRIGIONIERO!". Avrei altra notorietà se si sapesse che nel corso del quinquennio ho preso a pugni il primo rettore (presto allontanato perché riconosciuto molestatore) e ho minacciato di "cambiare i connotati" al secondo rettore se avesse intralciato la mia uscita da quella galera, ma la faccenda non esce dal sancta sanctorum. Invece uscirò io da quella galera, finalmente, con il minimo sindacale dei voti nonostante meritassi molto di più, dopo cinque anni di pena.
Al San Carlo
La mia vita cambia drasticamente nel 1971, tra le rovine dell'antica Elea, dove scavo col gruppo Quelli di Ascea. Qui conosco Lena, un elfo biondo alto 177 centimetri, calato sulla Terra di Mezzo da Göteborg. Comprendo immediatamente il significato di "perdere la testa".
Lena Andesson nel 1972
Nell'estate del 1972 Lena mi dice con tenerezza che "no, non può mollare tutto per sposarmi e venire a vivere con me in Italia" (!) e parte per uno scavo archeologico in Turchia. Io perdo il sonno e vari kg di peso. La botta è forte, ci vuole un po' per riparare i danni, ma l'esperienza mi aiuta a scoprire che la vita può sì essere feroce, ma che vale comunque la pena di viverla se la si vive intensamente.
Agli scavi di Velia
Nel 1972 scopro il karate, grazie al mio grande amico Vittorio. Mi iscrivo al Kenyukai di Luciano Panciroli, che seguo fino al 1976, quando conseguo l'ambita cintura nera (che all'epoca era una cosa molto seria). La passione per le arti marziali mi seguirà per tutta la vita. Nel 1977 c'è il primo viaggio a Hong Kong, altro evento che segnerà la mia vita, ma di quello si parla nel paragrafo "Arti marziali", qui in fondo.
Al Kenyukai di via Carcano
Nell'estate del 1973 c'è la maturità e per festeggiarla spendo tutto il regalo di mio padre in una Kawasaki 900 Z1, la prima arrivata in Italia. Ricordo ancora l'emozione di salirci per la prima volta e guidarla dalla concessionaria di Cinisello fino a casa. Nello stesso periodo mi scopro a guardare strano la ragazza del mio amico e compagno di bisbocce, tanto strano che il 22 settembre dello stesso anno lei diventa la mia ragazza e io perdo l'amico. Cominciamo una vita spensierata e a tratti incosciente, cresciamo assieme, facendoci molto bene e a tratti un po' di male. La nostra storia - tra alti e bassi - durerà 25 anni meno pochi giorni (EDIT 10/04/1953: hai visto mai che avendo perso la ragazza 25 anni dopo quel 22 settembre io non riesca a ritrovare l'amico 45 anni).
In campeggio a Sapri nel 1982
La mia movimentata carriera di studente-lavoratore-allegrone continua, tra Italia e Stati Uniti, condita da lunghi soggiorni nei villaggi vacanze e nelle stazioni sciistiche, dove lavoro come animatore e istruttore di sci e karate. Mi guadagno l'argent de poche facendo le consegne per un negozio di fiori gestito dal signor Gianni, una persona deliziosa, appassionato di pittura e musica lirica. Studio nel suo retrobottega il poco che mi serve per superare gli esami (che all'epoca potevano essere affrontati in gruppo, dove uno parlava - mai io - e gli altri condividevamno il voto).
Animazione al Club Set
La sofferenza scolastica si completa nel 1979, a forza di vai e vieni tra Milano e la California, con una punta di infamia e il minimo indispensabile di lode per sentirmi chiamare "dottore" dal signor Marco nel mio bar di fiducia.
In scooter negli USA
Comincio la mia vita schizofrenica. Per diventare giornalista bazzico ogni redazione che posso (Domus, Edisport, Peruzzo, Rusconi, Il Giornale di Indro Montanelli, l'Indipendente di Vittorio Feltri) fino a ottenere il tesserino rosso di "professionista" (ambitissimo all'epoca, ma totalmente inutile). Intanto mi diverto su tutti gli altri fronti della vita.
Motoalpinismo in Val d'Intelvi
Mi intrigo talmente per lo sci che a un certo punto mi metto in testa di diventare maestro di sci. Non ci riesco, perché mi cannano alle preselezioni, ma per pochi punti. Lo sci resta una mia passione e ancora oggi appena posso scappo in Dolomiti.
A Chiesa Valmalenco nel 1979
Esprimo il mio amore per la corsa su strada allenandomi come un pazzo (nei primi anni '80 arrivo a pesare 68 kg e corro i 10mila in 39'), ma anche partecipando - assieme al ramo statunitense della famiglia e alla Prima Signora Biraghi - all'invenzione di "Koalasport", organizzazione per l'importazione e la vendita per corrispondenza di scarpe da running. E' la prima azienda in Europa nel suo genere.
Running a Oak Harbor, WA
Il 4 luglio del 1984 a Palazzo Marino la ragazza con cui condivido alti e bassi della vita dal 22 settembre 1973 accetta di sposarmi. Sarà la Prima Signora Biraghi. Sono molto felice, penso lo sia anche lei.
Con la Prima Signora Biraghi
Ci sposiamo di lunedì mattina perché al pomeriggio si lavora e comunque alla sera torniamo nella sua casa di via Marghera in cui già viviamo da tempo (il signore a destra che sembra Ranieri di Monaco è il mio grande e indimenticabile padre, Luigi Biraghi).
Il mio matrimonio
Per il viaggio di nozze dobbiamo aspettare l'estate, ma l'attesa sarà ricompensata con un giro del mondo girando verso Est, a salutare gli amici di tutto il globo: prima l'Oriente, poi la West Coast per stare con la famiglia, Oak Harbor (Wa)....
Whidebey Island con Mario
...e Winters (CA) per godersi wilderness e American River.
Rafting sull'American River
Poi scendiamo verso sud fino a LA per vedere le chitarre. A Fullerton visitiamo la Fender pochi giorni prima della chiusura dell'impianto in Valencia Drive (ho Freddie Tavares come guida). Poi mi sposto alla G&L, dove incontro Leo Fender, che si ferma a chiacchierare con me per un paio d'ore buone. Storica la sua risposta quando gli dico che ho una sua chitarra del 1956: "E funziona ancora? Allora vuol dire che le facevamo bene!".
Alberto Biraghi con Leo Fender
Il matrimonio segna l'inizio di sette anni intensissimi, carichi di gioie e drammi, momenti difficili, in cui si succedono sensazioni forti, gioie, dolori, coraggio, paura, cambiamenti. Il passaggio dalla gioventù all'età adulta - anche a causa di complessità oggettive nella famiglia della Prima Signora Biraghi - si consuma con una velocità incredibile.
Alberto Biraghi con Mario Richards
La vita è meravigliosa, ma il tempo scorre tra le mani come sabbia di una clessidra. Vivo il periodo più intenso e creativo della mia vita, sfiorando gli ostacoli con un po' di agilità, un po' di incoscienza e tanta fortuna.
Coccodrillo
La doccia fredda. Nel giugno del 1989 muore mio padre, il miglior padre che si possa desiderare. Ha 75 anni, ha vissuto esperienze che neppure posso immaginare di poter sopportare, ha sofferto, è stato abbattuto, ma si è sempre rialzato. Un simbolo, una roccia, un gigante. Continua ancora a mancarmi, ogni giorno. Lo ricordo molto spesso e ricordandolo continuo a scoprirlo e a volergli bene. Sistemando le sue cose dopo la morte scopro in un cassetto il suo diario degli anni in campo di concentramento. E' un regalo enorme di mio padre, che mi svela una parte di sé che mi era del tutto sconosciuta. Così decido di pubblicarlo, anche perché è un docuento storico di enorme valore.
Luigi Biraghi
But the show must go on. A Koalasport lavoro di notte, inventando un bollettino-catalogo impaginato in casa con un allora rivoluzionario DTP (Ventura Publisher) che diventa presto lettura cult tra gli appassionati del running. Comunicare è sempre più il mio pallino. Cedo la società nel 1991, uscendone appagato sotto tutti i punti di vista. Koalasport continua ancora oggi la sua storia di successo grazie ad Angelo.
Koalasport
Di giorno continuo a girare per le redazioni. L'esperienza professionale più appagante di quel mio tratto di vita è in Domus, dove partecipo al progetto editoriale della rivista "Qualità", dedicata ai consumi consapevoli (finiremo venduti al Gruppo Varasi che in un paio d'anni affosserà tutto). La collega con cui lavoro è Rosalba, una ragazza dolce e complessa, esperta di natura e appassionata di esoterismo, a cui resto molto legato anche a distanza di spazio e tempo. Nel giugno 2012 - non la sentivo da alcuni anni - ho l'improvviso impulso di cercare il suo nome su Google e scopro che è morta il giorno prima.
Rosalba
Parallelamente coltivo la passione per le chitarre elettriche (principalmente Fender) e acustiche (principalmente Ovation), tanto che nel 1992, assieme al mio amico Maurizio, fondo Nashville, fanzine dedicata alle chitarre vintage e da collezione che grazie a oltre 500 abbonati raccolti nei primi tre mesi di vita diventa un caso editoriale. Per sostenerla economicamente inventiamo Second Hand Guitars, il primo guitar show europeo.
SHG 1993
Nel gennaio 1993, mentre sono in volo sopra gli Stati Uniti, nasce Adele con due mesi di anticipo sul previsto, un pelouche glabro di 1.800 grammi che avrà un ruolo determinante nella mia vita anche professionale. Gioventù e spensieratezza finiscono quando si diventa genitori. Succede perfino a me. Riguardando le foto mi accorgo che sei mesi dopo essere diventato padre cambio faccia e portamento.
Adele
Nel 1994 scopro la Rete, grazie a un dischetto di accesso inviato da VideoOnLine ai giornalisti. E' amore a prima vista. L'anno dopo mentre navigo restando seduto al tavolo mi imbatto nella Città Invisibile. Mi iscrivo, partecipo, faccio amicizia, fino a che mi viene proposto di gestire l'ufficio stampa. E' l'epoca d'oro delle lotte contro la TUT (tariffa urbana a tempo) e il monopolio Telecom. Città Invisibile fa un forte lavoro di lobbying e anche se ho molto da fare, ci metto l'anima. In compenso imparo un sacco di cose sulla Rete grazie agli hacker che ne gestiscono il server "Calvino".
Con Ugo alla Piomellata
Sulla base delle competenze informatiche acquisite nella Città Invisibile, nel 1997 decido di trasferire in Rete la fanzine Nashville. Grazie a una socia di Citinv, informatica che ha fondato uno dei primi ISP italiani (DS Net), il 10 aprile 1997 registro il dominio ACCORDO.IT. Servirà del tempo, ma l'idea si dimostrerà buona.
Accordo 1
Estate 1997. L'offerta di entrare nella squadra di cinque giornalisti incaricata di avviare l'edizione online di uno dei principali settimanali di informazione mi coglie di sorpresa. E' il sogno professionale della mia vita, ma dovrei trasferirmi a Roma entro sette giorni. Dopo una notte insonne di riflessione decido di continuare a fare il padre a tempo pieno, anche perché la relazione con la Prima Signora Biraghi è agli sgoccioli, c'è da trovare una nuova casa e una nuova vita.
Con mia figlia
La rinuncia alla proposta è però di quelle che lasciano il segno e mi spingerà a ribaltare la mia vita. Non reggo più il tran tran quotidiano. Comincio a maturare la decisione di lasciare il comodo sonnecchio nelle redazioni altrui, voglio provare a lavorare per me. Nel 2001, assieme a due colleghe, fondo Studio Bipielle, mini associazione di giornalisti per la fornitura di consulenze editoriali e contenuti dedicati alla Rete. Nel frattempo si avvia la storia con la Seconda Signora Biraghi, un tipo all'opposto della Prima. Cominciano sette anni, durante i quali faccio sopratutto il padre (anche troppo, col senno di poi), dedicando il tempo residuo al lavoro e i ritagli al resto.
A fine anni '90, a causa di un infortunio in allenamento mentre preparo la NYC Marathon, devo smettere di correre. E' durissima fermarsi dopo un quarto di secolo, si sente la mancanza delle endorfine e si ingrassa come maiali. Tra le soluzioni alternative per non restare sbracati in poltrona una delle più appaganti è l'equitazione.
A cavallo in Puglia
Nel 2001 avvio OneMoreBlog (aka OMB), uno dei primissimi blog italiani, che nel 2006 arriva a totalizzare picchi di oltre 20mila lettori al giorno. Su OMB mi occupo di società e critica politica, facendo le pulci indiscriminatamente a destra e sinistra. Ci scrivono tanti personaggi di spicco del mondo della politica e della cultura, ma la linea editoriale è definita da un gruppetto di sette amici, nome di battaglia "I Queridos", il cui totale culturale e di QI supera i livelli di guardia. Lo chiudo il 26 maggio 2008, soprattutto per stanchezza. Lo riapro il 25 aprile 2015 perché dire la mia solo sui social non è appagante.
L'ultima copertina di OMB
Nel 2007 si chiude la storia con la Seconda Signora Biraghi. Pochi mesi dopo mi accorgo che ho voglia di condividere il resto della mia vita con la donna che da oltre un decennio è collega, socia, confidente e migliore amica. Per mia grande fortuna anche lei è d'accordo a completare la gamma delle nostre interazioni e diventare la Terza Signora Biraghi, aka La Signora Biraghi Definitiva.
Con Susi
Nel 2007 ho la sensazione che i tempi siano maturi perché il mio hobby ACCORDO.IT diventi una realtà editoriale. Assieme a Glen - un amico pazzo, nipote di Walter Chiari, purtroppo scomparso due anni dopo - investo le risorse necessarie allo sviluppo del software e comincio a dedicarmi a tempo pieno a sito ed eventi annessi. Nel gennaio 2010 siamo la principale realtà editoriale italiana per il settore degli strumenti musicali, con risorse sufficienti ad acquisire le due principali riviste cartacee di settore che versano in difficoltà. La crisi della carta imporrà di cederle due anni dopo, ma l'esperienza è appagante, qualifica la nostra società e lascia in dote una redazione di grande valore, che continuerà a crescere.
La redazione di Accordo
Nel 2008 partecipo come socio di capitale alla nascita di Ciclistica, negozio di biciclette di taglio berlinese, nato con aspettative di grande successo. Purtroppo non ho tempo per tenere sotto controllo la gestione e i conti non vanno bene, anzi vanno malissimo, tanto che nell'estate del 2013 decido di ribaltare tutto per avviare un'impresa totalmente nuova sempre in campo ciclico, La Ciclistica Milano assieme a Sami, caro amico di sempre. L'iniziativa parte a inizio 2014, è impegnativa e a volte difficile, ma mi ci diverto molto.
La Ciclistica Milano
Il 10 aprile del 2013 compio 60 anni. Sono tantissimi, potrei dire che non me li sento (e non me li sento), ma mi fanno una enorme paura. Rileggendo le cose raccontate qui sopra mi sembra che risalgano allo scorso millennio, tanto sono lontane e passate in un soffio. Vecchiaia e malattia mi terrorizzano. E allora per esorcizzare il tempo che scappa continuo a fare il cretino ogni volta che mi è possibile.
Al in cappella
Arti marziali
Nel 1976 ho alle spalle quattro anni di buon karate, qualche gara vinta e una cintura nera di cui sono molto orgoglioso. A fine estate conosco un giovane di Hong Kong, studente a Milano, che mi parla dell'Hung Kuen, mi insegna qualche mossa e mi racconta della palestra che frequenta, la più nota e stimata nella sua città: l'Hon Chung Gymnasium, al 729 di Nathan Road. Decido che voglio andare a metterci il naso per conoscere Chan Hon Chung, maestro stimatissimo, allievo di Lam Sai Wing e "nipote" di Wong Fei Hung, eroe popolare. Trascorro tutte le ferie a Hong Kong, dove Chan Hon Chung mi accetta come allievo. Divento quindi "pronipote" di Wong Fei Hung.
Con il maestro Chan Hon Chung
Da quel momento trascorro almeno un mese all'anno nella palestra del maestro Chan e - quando questi si ritira - in quella del mio fratello anziano anziano Cheung Yee Keung, fino al 1991. Imparo tutto lo stile, si dice che io sia l'unico occidentale e una delle due sole persone viventi (Cheung Yee Keung è l'altro) a cui nel dopoguerra il maestro Chan ha accettato di tramandare il Tit Sin Kuen, forma ultima dell'Hung Kuen, rivelandomi i due piccoli segreti su respiro e posizione che ne certificano l'origine. Ancora oggi alleno il Tit Sin Kuen quasi tutti i giorni e sono orgoglioso della mia appartenenza all'Hon Chung Gymnasium Student Union.
Hon Chung Gymnasium Student Union
Il 2 gennaio 2012, dopo 20 anni di assenza, torno a Hong Kong. In questo lungo periodo avevo occasionalmnente visto i miei amici in giro per il mondo, ma l'accoglienza che mi riservano è incredibile. Seto Wing viene all'aeroporto e mi porta subito al dim sum dove ritrovo il carissimo fratello maggiore Cheung Yee Keung.
Con i miei fratelli Seto Wing e Cheung Yee Keung
E alla sera Kong Pui Wai - oggi importante "chairman" dell'Associazione delle arti marziali - prenota un intero ristorante per un banchetto a cui partecipano tutti. Difficile non emozionarsi. Mi fermo 10 giorni e ne approfitto per tornare ogni mattina nella clinica tradizionale di Cheung Yee Keung e ripassare con lui il Tit Sin Kuen, che continuo ad allenare quasi ogni giorno, assieme alle altre forme del nostro stile. Dal 2014 ho unito la pratica del Tai Chi, scegliendo lo stile Chen Ming per la sola ragione che lo insegna (benissimo) il mio vecchio amico Fulvio Fiori.
Hon Chung Gymnasium Student Union 20 anni dopo
Me And Master Chan Hon Chung
Questa frequentazione di Hong Kong è stata un fatto molto privato, noto solo alle persone vicine. Non ho mai partecipato alla comunità marziale italiana, avevo relazioni solo con la mia "famiglia" cinese.
Me And Master Chan Hon Chung
Ma con l'avvento della Rete e dei social network è girata la voce di uno studente di Chan Hon Chung europeo eanno cominciato ad arrivare le richieste di informazioni da praticanti di kung fu Hung Kuen e curiosi, in gran parte curiosi di sentirsi raccontare la vita nella storica palestra del maestro Chan e nell'Hong Kong degli anni '70 e '80. Così a un certo punto ho raccolto e riordinato i miei ricordi, gli episodi curiosi, gli aneddoti e li ho arricchiti con le migliori tra centinaia foto che avevo scattato all'epoca. Il tutto è servito a realizzare un e-book edito da un "fratello" di Hung Kuen che vive a Praga: il maestro Pavel Macek. Questa bella recensione pubblicata da Kung Fu Tea mi ha riempito di orgoglio.
Pavel svolge da anni - in patria e all'estero - una preziosa opera di studio, divulgazione e insegnamento dell'Hung Kuen e ha già ha già pubblicato altri libri sull'argomento. Da sempre sostiene che l'importanza di considerare come un'unica famiglia tutte le diverse discendenze dello stile. Ho quindi deciso di donare a lui i diritti, per sostenere la sua lodevole inizativa. Se hai letto fin qui, compralo: sono pochi euro ben spesi e darai una mano a una buona causa. Il libro è disponibile sullo shop di Practical Hung Kyun in vari formati e su Amazon.
Chitarre e motori
Alcune passioni non mi lasciano, nonostante l'anagrafe: i film di kung fu (soprattutto anni '70 e '80), le chitarre Fender e (tra i pochi in Italia) le chitarre Ovation. Ancora: nella mia "vita precedente" sono stato uno sconsiderato utilizzatore di auto sportive (quando le mie risorse economiche erano ben altre e le auto erano vere auto). L'ultima espressione di quella passione è stata una deliziosa BMW Z3 M Imolarot, utilizzata occasionalmente e con gran gioia assieme a Susi per un po' di anni e venduta nel dicembre 2015 a un appassionato come me.
La nostra Z3 M
Della moto non ho mai potuto fare a meno. Ho cominciato con un Testi Trail King 50, poi il fantastico Guazzoni Matta in comproprietà con Lucio, a 18 anni la Montesa Cota 247.
Sulla Cota 247 nel 1971
Poi arrva una Laverda 750 e la fantastica Kawasaki Z1 di cui dicevo sopra. Dopo un po' di anni dedicati a fuoristrada e motoalpinismo con Montesa Cota T, Bultaco Alpina, Fantic 200 Trial torno alla strada nel 1980 con una delle prime BMW R80 GS.
La mia prima BMW
La R80 viene poi sostituita con una delle prime K100 RT (errore grave, eradavvero un cesso), per cui torno alle GS con R100, R100 P/D, R1100 e R1150.
La mia BMW K100
Quando esce la GS 1200 non accetto lo sconsiderato aumento di prezzo chiesto da BMW (oltretutto è diventata una moto un po' da cafone) e passo a Buell, prima con la Ulysses (che rimpiango un po')....
La mia Buell Ulysses
...e poi con una delle ultime Lightning SS Long prodotte (e probabilmente questa sarà anche la mia ultima moto, vista l'anagrafe). L'ho ceduta nell'aprile 2017 a Massimo, che ne sarà sicuramente buon custode.
La mia Buell Lightning SS Long
Da ultimo
Dovessi andare su un'isola deserta con soli quattro dischi, porterei il concerto a Folsom di Johnny Cash, Forty Licks dei Rolling Stones, The Concert in Central Park di Simon & Garfunkel e Storia Di Un Impiegato di Fabrizio De André. Cercherei anche di trafugare la collezione di Michel Vaillant e il Kindle, senza cui sono perso. Oviamente non potrebbero mancare una Ovation roundback (perché per fortuna il mondo non è piatto) e la mia Fender Stratocaster del 1956. Cercherei anche di portarmi una scorta di prosecco Millesimato Col Vetoraz, prediletto anche dalla Terza Signora Biraghi, con bitter e seltz per non dover rinunciare allo spritz.
Con la mia Adamas 3 nel 2012
Altre notizie, interessi, libri, film, musica eccetera, su Facebook, Twitter e Instagram. Cerco di rispondere anche alla mia mail personale. Grazie per aver letto fin qua.
«Remember me when you're out walking
When snow falls high outside your door.
Late at night when you are not sleeping,
And moonlight falls across your door.
When I can't hurt you anymore»
(Rodney Crowell)
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